Progetto Pro Metis, parte 1: alfabetizzazione agli audiovisivi.

Lezione n.2, introduzione al funzionamento della videocamera.

 

Ciao ragazzi, useremo questo spazio per scambiarci informazioni e commenti sul nostro progetto video.

Butto giù un po’ degli argomenti che abbiamo affrontato in classe, serviranno come ripasso e per fissare bene i concetti di base, che vanno assimilati bene.

 

Riprese video

Oggi abbiamo iniziato a studiare la videocamera e le sue funzioni principali. Nello specifico, come catturiamo la luce attraverso i suoi componenti principali:

Diaframma:

E la parte della dell’obiettivo responsabile della quantità di luce che finirà sul sensore. Si comporta in maniera del tutto simile alla pupilla, la parte dell’occhio che aprendosi e chiudendosi, si adatta alle rispettive condizioni di scarsa o eccessiva luce. Se vogliamo più luce, apriamo maggiormente il  diaframma. Se ne vogliamo di meno, lo chiudiamo.

L’apertura del diaframma si misura in f/stop, termine che indica la quantità di luce che passa attraverso il diaframma stesso. Aumentare di uno stop l’apertura, significa far passare il doppio della luce, aumentando di due stop si quadruplica, e così via.

f:stop
scala f/stop al variare dell’apertura di diaframma

 

L’apertura del diaframma la regoliamo, a seconda dell’obiettivo utilizzato, attraverso la ghiera sull’obiettivo stesso o con il controllo apposito sul corpo macchina. Nel caso della Canon C100 che stiamo utilizzando, agiamo sulla rotellina posta sulla maniglia a destra. L’apertura del diaframma, insieme alla lunghezza focale e alla distanza dal soggetto, influenza la

Profondità di campo:

Zona in cui gli oggetti appaiono “a fuoco”, ossia focalizzati e perfettamente leggibili nell’immagine. Come abbiamo visto in classe, un soggetto è a fuoco finché rientra in una specifica area coperta dall’inquadratura. Allontanare o avvicinare troppo il soggetto dalla macchina da presa, lo farà uscire dal campo di messa a fuoco. Tanto più apriamo il diaframma, quanto più abbiamo una profondità di campo ristretta: l’area “utile” al nostro quadro si restringe e lo sfondo apparirà sempre più “sfocato”. Altri fattori che influenzano la profondità di campo sono la distanza dal soggetto (tanto più siamo vicini quanto più l’area di messa a fuoco si riduce) e la lunghezza focale: se usiamo una lente “lunga” (teleobiettivo), la profondità di campo diminuirà di conseguenza, mentre con un grandangolo avremmo maggiore profondità di campo. Nel corso delle lezioni avremmo comunque modo di approfondire questo aspetto.

 

f:32
diaframma a f/32 : profondità di campo ampia
diaframma aperto: profondità di campo minima
diaframma a f/5: profondità di campo minima

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il sensore e la sensibilità ISO:

La sensibilità è la capacità di catturare più o meno luce da pate del sensore. Come abbiamo visto in classe, se abbiamo bisogno di più luce, aumentiamo il valore. Viceversa, se la scena è troppo illuminata, abbassiamo gli ISO. Aumentare troppo gli ISO comporta due generi di problemi:

  • Scena sovraesposta con conseguente presenza di aree “bruciate”. In questo caso abbasseremo il valore ISO per non perdere i dettagli, fino a raggiungere la corretta esposizione
  • Scena sottoesposta che quindi risulterà “scura”. Alziamo gli ISO fino ad ottenere la giusta esposizione, ma nel video potranno apparire degli artefatti simili a puntini, nelle aree più scure. Abbiamo provocato del rumore video, cosa da evitare quanto più possibile. In questo caso, risolveremo illuminando meglio la scena, o aprendo maggiormente il diaframma.

 

immagine sovresposta/corretta
immagine corretta vs immagine sovraesposta: si perdono i dettagli del cielo
rumore video
ripresa notturna: ad elevate sensibilità iso, si genera rumore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Otturatore:

Regola la durata di esposizione del singolo fotogramma. Il tempo di apertura dell’otturatore è uno degli elementi che influenzano la quantità di luce della nostra ripresa. A differenza della fotografia, dove possiamo ottenere tempi molto lunghi e di conseguenza scene molto luminose anche in condizioni di scarsa luce, nel video non possiamo scendere sotto la soglia di 1/24″  se giriamo a 24 fotogrammi al secondo, 1/25″ a 25 fotogrammi al secondo e così via. Di norma, il tempo dell’otturatore è un valore da impostare come doppio rispetto al frame rate. Quindi, se giriamo a 25 fotogrammi al secondo, è bene (ma non sempre strettamente indispensabile) impostare l’otturatore ad una velocità di 1/50″. Approfondiremo in classe questo aspetto, armati di telecamera.

La velocità dell’otturatore (o shutter speed), influenza anche la nitidezza delle immagini riprese. A basse velocità, e in determinate condizioni, si manifesta il fenomeno chiamato motion blur, che consiste in una perdita di nitidezza (sfocato) di immagini in movimento.

 

shutter
Relazione tra apertura diaframma, velocità otturatore e sensibilità ISO

 

 

Frame rate:

La riproduzione di un filmato -così come la ripresa- è una sequenza di immagini fisse che si susseguono a velocità elevata. Questo scorrere rapidamente restituisce all’occhio umano l’impressione del movimento. Si tratta del fenomeno Phi, che individua nella elevata frequenza di scorrimento delle immagini, l’illusione indotta a livello percettivo sul cervello. Il fenomeno Phi si manifesta anche in altri modi, ma quello che interessa a noi è capire come si arrivi a generare l’illusione di movimento in un filmato.

Il frame rate è quindi la frequenza di scorrimento dei fotogrammi. In Europa e in gran parte del mondo, lo standard televisivo è il sistema PAL, che oltre ad altre specifiche, individua come standard un frame rate di 25 fps (fotogrammi al secondo). Negli Stati Uniti vige lo standard NTSC, a 30 fps. La differenza è data dalla necessità di adattarsi alle diverse frequenze in Hz delle rispettive reti elettriche: in Europa lo standard è 50 Hz, negli Stati Uniti 60 Hz.

Il frame rate influenza, tra le altre cose, la quantità di luce che riusciamo a riprendere. Abbiamo trattato in maniera marginale questo importante aspetto durante la seconda lezione; avremo modo di riprendere da qui al prossimo appuntamento.

 

Una raccomandazione:

Fate in modo che i compagni assenti leggano questi articoli, che ci serviranno come dispense durante tutto il corso. Per qualsiasi domanda e per confrontarci, scrivete pure nei commenti.

Aggiornamento importante: la lezione di giovedì 30 aprile è stata spostata a lunedì 4 maggio. Recuperiamo Venerdì 8